PROGETTO MARENGO
Il Progetto Marengo
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Il progetto di studio, catalogazione e digitalizzazione di alcune delle 530 riviste illustrate del Fondo Marengo è iniziato nel 2002, in collaborazione fra la cattedra di Storia dell'Arte Contemporanea e la Divisione Coordinamento Biblioteche.
La parte più consistente del lavoro - la catalogazione iconografica di dodicimila illustrazioni e la digitalizzazione di novantamila pagine di riviste - è stata realizzata nell'ambito dell'accordo di programma Coordinamento delle Biblioteche Milanesi, con particolare attenzione per le biblioteche storico-artistiche, promosso e finanziato dalla Regione Lombardia.
La digitalizzazione è stata realizzata a scopo conservativo e ha interessato circa sessanta testate, per lo più grandi formati e fogli in stato precario di conservazione.
CATALOGAZIONE ICONOGRAFICA visualizza una scheda d'esempio
La linea guida dell'intero progetto è stata il confronto fra testate satiriche italiane, tedesche, e francesi, delle quali si sono scelte le annate in base all'importanza e alla consistenza del posseduto, così da realizzare una prima fondata comparazione fra modi, caratteri e stili del disegno satirico europeo fra Otto e Novecento.

La ricerca si è in primo luogo concentrata sui giornali italiani di satira politica sorti nel 1848: "Don Pirlone", "L'Arlecchino", "Il Fischietto", "Il Lampione" e "La Grande Riunione", una pubblicazione di particolare rarità.
Tra le riviste satiriche italiane del primo Novecento si è presa in esame "Italia Ride" (1900) e si è condotto un confronto fra "L'Asino" (1905-1908), fondamentale testata satirica socialista e anticlericale, e "Il Mulo" (1907-1908), risposta clericale e antisocialista sviluppatasi sul modello della rivista antagonista.
Negli anni Venti, a "L'Asino" (1923) si sono aggiunti "Il 420" (1923-1930), "Il Lunedì del Popolo d'Italia" (1922-1923) e "Satana Beffa" (1919). Sono state altresì analizzate due pubblicazioni particolari come "L'Italiano" (1927-1930) e "Il Selvaggio" (1924-1941), caratterizzate dalle invenzioni grafiche di Leo Longanesi e Mino Maccari, dove finezze d'arte e ricercate trivialità popolaresche si fondono.
In ambito francese sono state considerate le testate più importanti, privilegiando le annate vicine a quelle italiane sopra indicate - da "L'Eclipse" (1868-1872) a "L'Album" (1901-1902), da "Le Canard Sauvage" (1903) a "Le Mot" (1914-1915), dalla "Gazette du Bon Ton" (1920-1922) a "Charette Charrie" (1922-1923) -, mentre per l'area tedesca si sono studiate le prime annate di "Simplicissimus" (1986-1904), la più importante rivista satirica della Germania, da mettere principalmente in relazione con le prime annate della francese "Assiette au Beurre" (19091-1906).

Alla fase di ricerca ha fatto seguito la vera e propria catalogazione scientifica, durante la quale la ricerca non si è comunque interrotta. Infatti, per una comprensione la più ampia possibile delle illustrazioni, si sono dovuti risolvere problemi, non sempre semplici, legati al riconoscimento di eventi storici minori e di personaggi marginali, oltre alla ricostruzione del clima culturale e sociale e delle idee correnti proprie del contesto di sviluppo di ciascuna rivista. D'altra parte, le schede di catalogazione on line sono "aperte", in grado cioè di essere costantemente aggiornate sulla base dell'avanzamento degli studi, raccogliendo indicazioni, suggerimenti e correzioni anche di studiosi esterni.

La catalogazione è stata condotta grazie alla messa a punto di un'adeguata scheda catalografica. La scheda è composta da due parti; nella prima, esclusivamente descrittiva, sono indicati, nella sequenza e con la punteggiatura standard, il titolo, l'autore e la descrizione fisica dell'immagine. Nella seconda parte si trovano invece la descrizione dell'illustrazione e la decodificazione dei significati: viene compilato un abstract descrittivo, adottando un linguaggio il più possibile standardizzato e facendo riferimento, dove necessario, alla didascalia e/o all'avvenimento storico o di cronaca al quale l'immagine si riferisce, e si procede quindi con una classificazione iconografica (con il sistema Iconclass) atta a indicizzare le illustrazioni in base ai soggetti principali e al senso generale, rendendo fruibili i dati elaborati anche all'estero.
Tutta la prima parte del progetto è stata possibile anche grazie alla collaborazione di Laura Gioppo, della Divisione Coordinamento Biblioteche, per la messa a punto del sistema catalografico e di Simona Ciofetta, collaboratrice dell'ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) di Roma, per l'applicazione del sistema Iconclass.

Nella prima fase del progetto i giovani studiosi impegnati nella catalogazione - Fiorella Mattio, Laura Meneguzzo, Roberto Mottadelli, Ilaria Torelli, con il sostegno informatico di Alessandro Milani - hanno lavorato sulle medesime testate, così da dar luogo a un'impostazione metodologica e linguistica la più uniforme possibile: in un secondo tempo ciascun catalogatore si è dedicato a una precisa tipologia di materiale, così da economizzare i tempi ed evitare il più possibile dispersioni di notizie.
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